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lunedì 30 aprile 2012

Ricettina: Muffin alla banana

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Oggi pomeriggio vi posto una ricettina veloce veloce ma buona buona da provare! Li ho fatti in una mezz’oretta scarsa, poi mentre cuocevano mi sono fatta un bel bagno caldo!

Ingredienti:

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  • 100 gr di burro
  • 150 gr di zucchero (anche se io ne metto meno, di solito 130 gr)
  • 250 gr di farina
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • mezza bustina di lievito
  • 2 banane ben mature (quando hanno le macchioline nere sono perfette perchè almeno sanno di banana!)
  • Gocce di cioccolato (facoltative)

Il procedimento è molto semplice, a prova di scimmia. Mettere tutto nel mixer…. Frullare e riempire gli stampini precedentemente imburrati (io ho usato l’olio, avevo finito il burro! eheh) e infarinati.

Io ho suddiviso l’impasto in tre tipi: ne ho fatti alcuni semplici senza il cioccolato, per altri ho messo le gocce di cioccolato solo sopra, gli ultimi invece hanno le gocce di cioccolato già nell’impasto. Questa dose è perfetta per 12 muffin, giusta giusta per i miei stampini ^_^

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Infornare in forno già caldo a 180° per 35-40 minuti. Io li ho fatti cuocere 35 minuti e li ho lasciati per altri cinque minuti nel forno spento.

Et voilà!

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giovedì 26 aprile 2012

Il dono della sintesi

Come si nota dalle date dei miei post, il blog vive momenti di grande attività per poi subire inarrestabili pause che durano anche mesi.

In questi mesi può succedere che capiti qualcosa di interessante ma credo che per il momento questo non si possa dire. Se penso a cosa mi è capitato di interessante da fine febbraio ad adesso posso dire poco o niente. Sarà che per me il mio blog in realtà è twitter su cui sfogo ogni pensiero e cosa che mi passa per la mente e che quindi riassume tutto quello che c’è da dire (certo, leggersi un diecimila twit non è certo il massimo…).

Credo ci sia un motivo per cui preferisco twitter a questo blog: ho da sempre il dono della sintesi. Facile quindi riassumere in 140 caratteri ciò che ho da dire piuttosto che fare la prolissa qui. 

Io adoro tutto ciò che è schematico, breve, conciso. I giri di parole mi piacciono poco, soprattutto quando alla fine non dicono niente.
Eppure ciò non significa che non mi piacciono i dettagli, anzi! Ho la capacità Riesco spesso a cogliere anche le piccole cose, a volte focalizzo la mia attenzione su una piuma che cade con mille giravolte, su un sassolino che rotola calciato da qualche piede inconsapevole o su qualche minuscolo dettaglio di minima importanza, ma sono attimi che mi piace tenere per me e spesso non condividere.

C.

lunedì 27 febbraio 2012

Un diamante da Tiffany

Inizio dicendo che a volte è il caso di ricordare –se non il titolo del libro- almeno la copertina. Perchè? Perchè ultimamente ci sono un sacco di “Tiffany” nei titoli dei libri: il classico Colazione da Tiffany di Truman Capote, Un diamante da Tiffany che è quello di cui vi parlo oggi, Un anello da Tiffany di Lauren Weisberger (l’autrice de Il diavolo veste prada), Un regalo da Tiffany di Melissa Hill, Una ragazza da Tiffany di Susan Vreeland, Colazione da Tiffany Trott di Isabel Wolff… e questi per citarne alcuni tra i più conosciuti/recenti!! Decisamente inflazionato il nome di Tiffany, come quello della Austen… Come se la loro menzione nel titolo sia garanzia di qualcosa di bello, romantico, favoloso.

Beh, smentiamo subito questa frase! Parlando con una ragazza di anobii ecco che si parla subito di libri diversi, basta confondersi sul titolo e le recensioni sono diverse. Tiffany è presente in tutti e due, cambia solo l’oggetto: il diamante nel mio caso, l’anello nell’altro. Il mio l’ho trovato adorabile, il suo noioso e “un disastro”.

Un diamante da Tiffany

  • Autore: Karen Swan
  • Traduttore: Visconti R.
  • Editore: Newton Compton
  • Collana: Anagramma
  • Data di Pubblicazione: Novembre 2011
  • ISBN: 8854136514
  • ISBN-13: 9788854136519
  • Pagine: 509
  • Formato: rilegato
  • Reparto: Narrativa

New York, Parigi, Londra: quale sarà la città per iniziare una nuova vita? Cassie ha appena lasciato il marito, dopo aver scoperto la terribile verità su un matrimonio che pensava perfetto. Sa che è il momento di voltare pagina e ricominciare. E allora, quale migliore aiuto di quello che possono offrirle le sue preziose amiche d'infanzia? Kelly, Anouk e Suzy, brillanti, alla moda e vitali, sono pronte a ospitarla e a farle vivere l'atmosfera glamour della Grande Mela, la passione e la seduzione della Ville Lumière e la frenesia londinese. In un viaggio alla scoperta di una se stessa che non conosceva, Cassie vivrà le esperienze più diverse: lavorerà con acclamati stilisti newyorkesi e parigini, poserà per un quotato fotografo, prenderà lezioni di cucina da un famoso chef e organizzerà matrimoni. Ad attenderla, al suo arrivo in ogni città, c'è una strana lista di cose da fare... Qualcuno che conosce da tanto tempo la compila per lei. Qualcuno che le fa trovare una sorpresa speciale sotto il grande albero di Natale nello scintillante negozio di Tiffany. Qualcuno che le regala dei semi di fiori, ogni volta diversi, da piantare e far crescere, come in un romantico messaggio cifrato. Il destino ha in serbo per lei la tanto attesa scatolina blu? E se un giorno il passato lasciato alle spalle dovesse all'improvviso tornare?

Questo libro mi è piaciuto tantissimo, diverso da quelli che sono i classici chick-lit alla Kinsella o che narrano di ochette a cui va tutto storto e che per caso o per volontà si scelgono il buon partito con cui stare.
No, questo è diverso. La protagonista, Cassie, inizialmente timida insicura e depressa per la fine del suo matrimonio cresce e matura durante il libro, arrivando alla fine ad essere sicura e decisa su ciò che vuole.
Ho adorato le sue vicende in giro per il mondo, dalla più modaiola New York all'elegante Parigi alla caotica Londra. I cambiamenti che le amiche apportavano alla sua figura e al suo modo di essere, a ciò che guadagnava o perdeva di volta in volta.

E ovviamente non può mancare quello che è una tenera e romanticissima fine.

C.

lunedì 20 febbraio 2012

Ciao sessione, ciao

Finalmente posso ritenermi libera dallo studio… almeno per un po’.
Ho finito il periodo di studio intenso che mi accompagna da fine dicembre al 17 febbraio. Due mesi di clausura in pratica. In cui ho passato davvero tanto e troppo tempo a questa scrivania. Nemmeno alla triennale studiavo tanto, si vede che voglio fare sul serio questa volta!

E così anche l’esame che più mi spaventava se n’è andato, ora posso ritenere completato il primo anno, mancano solo 2 esami, lo stage (e i crediti liberi che non so ancora se utilizzare come stage o per alzare la media..) e la tesi. Il traguardo si avvicina sempre più e pregusto il momento della fine, anche se prematuro forse dato che si parla di novembre.. Eppure è un passo in più (anzi, tre) verso la fine e questo è l’obiettivo di quest’anno.

Insieme alla dieta. Di questo ne ho parlato poco nel blog, ho solo nominato l’argomento nel ricapitolare quello che per me è stato il 2012. Da fine dicembre tra pranzi, cene e capodanno la situazione si è un attimo bloccata, dato che sono stata bloccata su questa sedia a questa scrivania. Ora un altro periodo mi attende, voglio vedere che risultati mi porta questo 2012… Da com’è iniziato potrebbe essere un grande anno per me!

Speriamo!!! 

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Chiudo con i fiori che mi ha regalato M. per San Valentino.. mi ha ricordato che adoro ricevere fiori anche se dico che preferisco cose più materiali ad un mazzo che magari dura qualche giorno.. Falso, falso.. adoro ricevere fuori!!

C.

venerdì 10 febbraio 2012

Stanca ma ancora viva!

E’ passato quasi un mese dall’ultimo post, e la colpa è loro… dei malefici esami!! La sessione invernale credo sia la peggior cosa per noi universitari che passiamo le feste natalizie-di capodanno a casa con i pensieri rivolti ai primi di gennaio, e quando arriva l’epifania (sempre troppo presto) siamo giù ai primi appelli e si salvi chi può!

Quest’anno mi sono organizzata per bene, mancano 5 esami? Ne avrei fatti 4. Le date segnate, il materiale (ovvero schemi, riassunti e quant’altro) praticamente pronto, voglia di fare che miracolosamente è con me… Poi ho deciso che era più fattibile farne 3 e rimandarne due a luglio, poi tra stage e tesi la laurea dovrebbe arrivare a novembre.. Fingers crossed!!

Ora siamo a 2/3, due fatti e l’ultimo in fase di studio ponderato, senza fretta. Ho programmato un po’ le giornate, suddiviso gli argomenti. Per gli altri esami non so se avrei fatto così ma questo mi terrorizza. Ed è dire poco. Lo rifaccio per la terza volta. Più che altro vado in crisi con la modalità d’esame: almeno un’ora di orale passando sotto 3-4 professori che chiedono ogni singola virgola di quanto spiegato a lezione. Aggiungiamoci poi che il materiale da studiare si compone di 3,5 kg di carta tra slides appunti e schemi. In pratica due quadernoni ad anelli pieni. E l’orale mi manda in confusione. La prima volta ero totalmente assente, nel mio cervello sembrava esserci la particella di sodio! C’è nessuuuuunooo????

E la seconda volta non è andata molto meglio. E a me viene il nervoso. Perchè è un esame che ho preparato in un mese pieno la prima volta, inutile dire che mi sentivo gran preparata (chi va ad un esame del genere senza aver studiato??) e niente non è andata. La seconda idem… Speriamo che la terza vada meglio!

Ah, l’esame era a San Valentino.. bel modo di festeggiare! Invece no, l’hanno spostato…. a venerdì 17!! Se non è sfiga questa….

C.

venerdì 13 gennaio 2012

Appuntamenti per bibliofili

Ultimamente nei blog che parlano di libri c’è la mania del “Teaser Tuesday” (ovviamente di martedì) o del “WWW... Wednesdays” (questo il mercoledì), mentre su twitter il venerdì è il giorno del #FridayReads.

In cosa consistono questi tag?

Il primo, Teaser Tuesday, si compone di poche semplici regole per condividere il libro in lettura e farlo assaporare agli altri.

  • Prendi il libro che stai leggendo;
  • Aprilo in una pagina a caso;
  • Condividi un breve spezzone di quella pagina ("Teaser");
  • Attento a non fare spoiler!!
  • Riporta anche il titolo e l'autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.

Il WWW… Wednesdays è un po’ come rispondere alle domande delle 5 W, anche se in questo caso le domande sono le seguenti:

  • What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
  • What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
  • What do you think you’ll read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)

Infine passiamo all’hashtag che ho usato spesso su twitter: il #FridayReads. Come sapete (perchè ormai ne parlano tutti ormai ovunque) twitter è un social network nato essenzialmente come ‘microblogging’, ora non saprei come descriverlo.. Il tutto si svolge in 140 caratteri e per velocizzare la ricerca di un determinato argomento si usano gli hashtag appunto, una parola chiave preceduta dal cancelletto #. In questo modo si può vedere chi parla di cosa in tutto il mondo, ed io mi diverto a vedere cosa legge la gente. Si perchè con l’hashtag #FridayReads il venerdì gli utenti condividono il libro che stanno leggendo, alcuni scrivendo semplicemente libro e autore, altri commentando anche se di loro gradimento, sempre nel limite dei 140 caratteri. Dono di sintesi quindi!

Oggi è venerdì: ecco il mio tweet

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C.

mercoledì 11 gennaio 2012

Una serie di sfortunati eventi

No, il titolo non ha niente a che vedere con me…. almeno per il momento!

Sto parlando dei libri di Lemony Snicket, di cui avevo già parlato anche QUI per il primo libro (The bad beginning) e QUI per il secondo (The reptile room).

Essendo ben 13 libri (che leggerò sul kindle <3) ho intenzione di recensirne 2-3 alla volta, dato che sono relativamente corti ed essenzialmente hanno tutti la stessa trama, cambiano solo personaggi e ambientazioni.

 

La funesta finestra. Una serie di sfortunati eventi

  • Autore: Lemony Snicket
  • Traduttore: Spagnol E.
  • Illustratore: Helquist B.
  • Editore: Salani
  • Collana: Una serie di sfortunati eventi
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • ISBN: 8862562586
  • ISBN-13: 9788862562584
  • Pagine: 190
  • Narrativa

"Se non avete mai letto niente riguardo gli orfani Baudelaire, allora è meglio che, prima di affrontare anche solo una riga, sappiate questo: Violet, Klaus e Sunny sono graziosi e intelligenti, ma la loro vita, mi rincresce dirlo, è piena di sfortuna e di miseria. Le vicende dei tre bambini sono sempre tristi e disgraziate, ma questa è probabilmente la peggiore di tutte. Se non sopportate storie contenenti uragani, dispositivi di segnalazione, mignatte voraci, zuppe di cetriolo fredde, orribili furfanti e bambole di nome Pretty Penny, allora questo libro vi getterà nella più totale disperazione." Lemony Snicket

 

La sinistra segheria. Una serie di sfortunati eventi

  • Autore: Lemony Snicket
  • Traduttore: Daniele V.
  • Illustratore: Helquist B.
  • Editore: Salani
  • Collana: Una serie di sfortunati eventi
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • ISBN: 8862562594
  • ISBN-13: 9788862562591
  • Pagine: 160
  • Narrativa

La sinistra segheria è probabilmente quello che racconta le vicende più infelici degli orfani Baudelaire. Violet, Klaus e Sunny sono spediti a lavorare in una segheria a Meschinopoli, dove incontrano sciagure e disgrazie dietro ogni tronco d'albero. Sono spiacente di informarvi che le pagine di questo libro contengono cose assai sgradevoli, come ad esempio una gigantesca sega circolare, una pentola assordante, un uomo con una nuvola di fumo al posto della testa, un ipnotizzatore, un terribile incidente con feriti, e tanti buoni sconto. Io ho giurato di scrivere l'intera storia di questi tre poveri ragazzi. ma voi non siete obbligati a leggerla, e se preferite storie più piacevoli, sentitevi liberi di sceglierne un'altra.

 

Le vicende del terzo libro (La funesta finestra) sono incluse nel film che ne è stato tratto nel 2008 con Jim Carrey nonostante il film sia un mix dei primi tre libri e non segua le vicende così come narrate nei libri. Su wikipedia ci sono ampi riferimenti alle differenze tra libri e film. Interessante anche come inizialmente dovessero esserci Tim Burton alla regia, Johnny Depp come Conte Olaf e Glenn Close nella parte di zia Josephine! Peccato poi siano cambiate le cose, mi sarebbe piaciuto vedere un cast del genere!

I libri essenzialmente hanno sempre lo stesso schema: i tre poveri orfani Baudelaire vengono trasferiti da un parente all’altro, nei posti più disparati (sul Lago Lacrimoso prima, a Meschinopoli poi), vivendo avventure rocambolesche per fuggire dal Conte Olaf che con travestimenti più o meno probabili vuole mettere le mani sui tre fratellini e sul loro patrimonio.
Quello che più mi è piaciuto tra i due è decisamente “La funesta finestra”, forse perché mi vengono in mente le scene spettacolari del film o forse perché mi fa ridere una zia esageratamente paurosa, paura di tutto: del fornello (e quindi zuppe fredde a volontà), del telefono (attenti alla scossa!), alle maniglie delle porte.. Ma adora i libri di grammatica e sintassi.  Una zia quasi adorabile in fondo in fondo, tranne che per l’egoismo che la porta ad abbandonare i Baudelaire al loro destino.
Stessa cosa accade ne “La sinistra segheria” dove i fratellini sono costretti a lavorare in pessime condizioni nella segheria del Signore, così chiamato questa volta il loro misterioso tutore, e dove il conte Olaf si palesa sotto forma di una strana segretaria. Anche qui i fratellini Baudelaire hanno la meglio grazie al loro ingegno… dove finiranno questa volta?

Il prossimo libro si intitola “L'atroce accademia”… Non ci si aspetta niente di buono!

A dire il vero non voglio leggere tutti e 9 i libri che mi mancano in serie, avendo lo stesso schema di base temo li leggerei con troppa leggerezza senza trasporto e quindi penso leggerò qualcos’altro nel frattempo (anche se non ho ancora un’idea precisa di cosa leggere al momento,… tanti libri e poco tempo!)

VI lascio con il trailer del film, che mi è piaciuto davvero molto!!

C.