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giovedì 8 aprile 2010

It’s coffee time

Oggi sono buona, offro a tutti un bel caffè.

In tazza rosa, ovvio.

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C.

martedì 6 aprile 2010

Amabili crocette = Amabili resti + tante crocette

Oggi ho finito Amabili resti di Alice Sebold, il libro dal quale è stato tratto il film diretto da Peter Jackson (regista di film come Il signore degli anelli e King Kong) nel 2009, uscito in Italia nel febbraio di quest’anno. Mi piace sempre leggere il libro prima di vedere il film e come sempre sono sicura che il libro sia meglio della trasposizione cinematografica, il trasporto della lettura è indubbiamente meglio.

Amabili resti

  • Autore: Sebold Alice
  • Traduttore: Belliti C.
  • Editore: E/O
  • Collana: Dal mondo
  • Data di Pubblicazione: 2002
  • ISBN: 8876415130
  • ISBN-13: 9788876415135
  • Pagine: 416
  • Narrativa straniera

Susie, quattordicenne, è stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. È stata adescata, stuprata, fatta a pezzi e nascosta in cantina. Il racconto è affidato alla voce della stessa Susie, che dopo la morte narra la vicenda con lo spirito allegro e senza compromessi dell'adolescenza.

Susie Salmon, una ragazzina uccisa violentemente e fatta a pezzi. Un vicino di casa insospettabile. Una famiglia a pezzi che cerca giustizia.
Questi sono gli elementi di questo libro tanto triste quanto bello e particolare. Dal suo Cielo Susie osserva la vita della sua famiglia e dei suoi amici che continua senza di lei, le indagini che proseguono per cercare la verità su chi ha commesso quell'efferato omicidio.
Un racconto toccante con una continua nostalgia a ciò che sarebbe potuto essere. Un finale inaspettato e che lascia l'amaro in bocca.

Come dicevo il film è uscito al cinema un paio di mesi fa ed il cast vede come interpreti principali Saoirse Ronan (giovanissima attrice che mi piace parecchio, tra i film di cui è protagonista troviamo oltre ad Amabili resti anche Ember – il mistero della città di luce, Houdini – L’ultimo mago, Espiazione) nei panni di Susie, Stanley Tucci interpreta George Harvey (l’assassino), Rachel Weisz e Mark Wahlberg nei ruoli dei genitori di Susie (Abigail e Jack Salmon), ed ecco il trailer:

 

Con le vacanze di Pasqua poi ho avuto l’occasione di ricamare con tutta la calma del mondo e senza distrazioni. Ed ecco il mio lavoretto con l’aggiunta della G, H, I, J, K e L! Ci sono ancora alcuni fili ma servono per il punto scritto che ancora non ho imparato…

02042010171 ed anche il retro non è male, decisamente perfetto!! Io e la mia (a volte dannata) perfezione!!02042010172

Vedrò di continuarlo il prima possibile, anche se ho visto che devo proprio essere ispirata, sennò sbaglio a contare, ingarbuglio il filo e mi viene il nervoso a fare e disfare continuamente!! :)

C.

domenica 4 aprile 2010

Buona Pasqua

 

Colgo l’occasione per fare a tutti gli auguri di una buona e serena Pasqua

Lasciate stare gli angellini e mangiate tanto cioccolato!!!

C.

venerdì 2 aprile 2010

Che bel logo Google!

205° anniversario della nascita di Hans Christian Andersen: Google lo celebra con 4 diversi (e bellissimi) loghi.

Hans Christian Andersen (Odense, 2 aprile 1805 – Copenaghen, 4 agosto 1875) fu uno scrittore e poeta danese, celebre soprattutto per le sue fiabe. Tra le sue opere più note vi sono La principessa sul pisello, La sirenetta, Il soldatino di stagno, Il brutto anatroccolo, La piccola fiammiferaia, I vestiti nuovi dell’imperatore… Eppure ne ha scritte davvero un sacco, basta guardare l’elenco delle sue opere su Wikipedia!!

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So di avere una raccolta di sue fiabe da qualche parte (oltre a quelle dei fratelli Grimm) e probabilmente potrei provare a leggere qualcosa che non ho mai letto…

E per ricollegarmi alla lettura ecco la recensione dell’ultimo libro finito: Le amiche del venerdì sera di Kate Jacobs.

Le amiche del venerdì sera

  • Autore: Jacobs Kate
  • Traduttore: Daniele V.
  • Editore: Piemme
  • Collana: Piemme pocket. Serie oro
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • ISBN: 8856605821
  • ISBN-13: 9788856605822
  • Pagine: 430
  • Narrativa straniera

Tutto è nato un po’ per caso: qualche cliente ritardataria che si trattiene oltre l’orario di chiusura, un paio di consigli sull’arte della maglia che diventano quattro chiacchiere e un caffè. Ed ecco il Club del Venerdì. L’appuntamento è da “Walker & Figlia”: un negozio di filati nel cuore di Manhattan, nato dal talento della proprietaria per il tricot. Lei è Georgia Walker: stilista per passione, mamma single, trentacinque anni o poco più. Un vero asso con i fili di cachemire, un disastro con quelli della vita. Specie se, a ingarbugliarle l’esistenza, ci si mette il suo ex che, dopo averla lasciata dodici anni prima perché non portato per i “rapporti esclusivi”, scopre un improvviso istinto paterno e decide di rifarsi vivo. O se a tornare è l’ex amica del cuore che, dopo essersi aggiustata connotati e conto in banca con qualche colpo di bisturi e il matrimonio giusto, vuole rifarsi anche la coscienza rimediando agli errori del passato. Ma per fortuna c'è il gruppo del venerdì sera, capace di superare differenze di gusti e di età, riunendo donne in carriera e severe femministe, signore mature ed eleganti come Anita, anima saggia del gruppo, e teenager intraprendenti come Dakota, figlia di Georgia, che nell’attesa di avere una bici per vendere i suoi muffin a Central Park allieta le serate con le sue golosità. Ben presto, le lezioni sul diritto e sul rovescio lasciano spazio a segreti e confidenze, e quelle che erano semplici clienti si trasformano in amiche. Unite da un legame che saprà resistere anche quando sarà la vita a girare a rovescio.

Inizio col dire che ritengo la copertina della versione italiana sbagliata, non rappresenta per niente il libro. Molto meglio quella originale qui a fianco! Da’ più il senso del club della maglia e non di una cerchia di amiche qualsiasi. Sono donne di diversa estrazione sociale che frequentano il negozio di filati di Georgia Walker e solo per una serie di conseguenze più o meno volute diventano complici e poi amiche. Dalla copertina italiana crediamo invece che sia un libro alla sex & the city, con queste belle gambe in mostra in posa molto chic.. Il gomitolo a terra sembra solo una decorazione. Ed invece la storia si rivela più profonda, con le problematiche femminili di tutti i giorni: una figlia da crescere e mantenere, una maternità nascosta ma voluta, un matrimonio vissuto a distanza, la ricchezza che lascia soli.
Un tuffo al cuore nel finale, sconcertante, totalmente inaspettato. Non è quello che ci si aspetta, purtroppo.

Davvero bella la suddivisione delle parti del libro come se si trattasse di creare un maglione: La preparazione, L'avvio delle maglie, Dritto e rovescio, Destreggiarsi con punti complicati, Disfare tutto, Chiudere le maglie, Ricucire insieme tutti i pezzi, Indossare la propria creazione.

Da due anni l’opera è ai primi posti nella classifica del “New York Times” ed è ormai divenuta un bestseller internazionale. Tra l’altro sarà tratto un film prodotto e interpretato da Julia Roberts. Sempre della Jacobs è uscito anche Le sorprese del venerdì sera, che ovviamente sarà mio il prima possibile! :D

E per la serie “la mia pila di libri da leggere non finisce mai” appena finito questo ho comprato La mia Africa di Karen Blixen. E qualche settimana fa è arrivato anche Amabili resti di Alice Sebold, da cui è stato tratto l’omonimo film uscito al cinema nel 2009 diretto da Peter Jackson (e che ovviamente devo ancora vedere, dato che adoro leggere prima il libro e poi vederne il film). Nel frattempo ho pensato di cambiare genere e buttarmi sull’economia e sullo stile di Federico Rampini con il suo Slow economy.

Slow economy. Rinascere con saggezza

  • Autore: Rampini Federico
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Strade blu
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • ISBN: 8804593687
  • ISBN-13: 9788804593683
  • Pagine: 196
  • Economia

«A Manhattan i primi apparvero anni fa, ma all'inizio erano solo una curiosità, una stravaganza, un esotismo per turisti. I rickshaw o risciò, le carrozzine trainate da un uomo a piedi o che pedala su una bicicletta, sono da due secoli un elemento fisso nel paesaggio urbano in Estremo Oriente, da Hanoi a Pechino. In Asia furono a lungo un simbolo di sfruttamento e oppressione. Ma a New York il loro numero cresce a vista d'occhio e non evocano certo sofferenza fisica: i guidatori di risciò americani sono giovanotti ' e spesso anche ragazze ' muscolosi e abbronzati. È un impiego part-time che attira gli studenti in un mercato del lavoro stremato dalla recessione. Nella bella stagione all'aria aperta stanno meglio loro dei poveri tassisti intrappolati nella lamiera. Quando iniziano le piogge e il traffico impazzisce, il conducente di risciò indossa impermeabile giallo e galosce, allarga il tettuccio di plastica, e trasforma il suo veicolo in un mezzo ancora più competitivo per chi ha fretta. Nella giungla d'asfalto il risciò supera le auto, s'infila in mezzo alle corsie, prende le scorciatoie. Emissioni di CO2: zero. Inquinamento acustico: zero, i risciò hanno un campanello da bicicletta, il rumore massimo che producono è l'ansimare del conducente che pedala. È un esempio fra tanti di 'consumo frugale' che ci viene dall'Asia.» Dopo la grande recessione che ha colpito il mondo intero, l'Occidente si trova a fare i conti con un modello di crescita rivelatosi fallimentare, centrato sulla corsa al consumo e sull'indebitamento, che ha precipitato i cittadini nel caos e nella paura. Ma se a vacillare è un intero modello di vita, l'Occidente può forse cogliere un'opportunità di salvezza guardando a Oriente: a Paesi tornati a essere interlocutori imprescindibili, in primo luogo Cina e India, ma non solo. È qui che entra in gioco la Slow Economy: la via a uno sviluppo diffuso e sostenibile. Volgendo sempre lo sguardo a una millenaria saggezza orientale fatta anche di risparmio e frugalità. Federico Rampini ripercorre i luoghi e le storie in cui Occidente e Oriente si sono lasciati contagiare reciprocamente, in un avvincente viaggio nella memoria e nel futuro. Un cammino intrapreso per avvicinarci a popoli e luoghi tanto remoti e allo stesso tempo un tentativo di trarre da loro qualche suggerimento che ci aiuti a trasformare l'uscita dalla crisi in una autentica rinascita. Come la preziosa lezione del Bhutan, piccolo Stato appollaiato sulle cime dell'Himalaya, che sembra aver trovato un misuratore di benessere «alternativo» rispetto al PIL, il FIL: la Felicità interna lorda.

Mi piace come scrive, come descrive la Cina di tutti i giorni, dei problemi dell’economia e di come Cina e India non siano solo una minaccia per l’occidente ma una risorsa, anche da prendere come esempio. Il confronto tra America e Cina, tra Occidente ed Oriente. Per vedere come la slow economy può risollevare l'economia dalla crisi del 2007. Tornare alla frugalità ed il prossimo shock energetico che ci aspetta in futuro sono due temi che affronta con il suo solito spirito. Non bisogna considerare i paesi emergenti come una minaccia ma bisogna imparare da loro, i paesi occidentali devono trovare un modo per uscire dalla recessione in atto con novità. Ed ecco un video in cui Rampini parla del libro.

E con questo direi che è tutto… A domani con le foto del mio alfabeto a punto croce!

C.

mercoledì 31 marzo 2010

Niente da dire, un giochetto da fare

Non avevo niente da fare o da dire oggi, o meglio… Non ne ho voglia. Ne approfitto invece per pubblicare un giochetto carino che ho visto sul blog di Silvia.

Istruzioni per l’uso:
Rispondete alle 16 domande sottostanti. Non a parole. Utilizzate Google, sezione immagini.
Dovete postare la prima immagine che trovate

1) la tua età al prossimo compleanno

2) un posto che vorresti visitare

3) il tuo posto preferito

4) il tuo oggetto preferito

5) il tuo cibo preferito

6) il tuo animale preferito

7) il tuo colore preferito

8 ) il posto in cui sei nato

9) il posto in cui vivi

10) il nome di un animale domestico che hai avuto

11) il tuo nick sul blog

(il mio principale è Clikca)

12) il tuo vero nome

 

13) il nome delle tue nonne: materna…

 

14) il nome delle tue nonne: paterna.

 

15) una tua brutta abitudine

16) la tua vacanza preferita

 

C.

venerdì 26 marzo 2010

Ghiaccio e sonno

Certo la primavera si fa attendere tanto quest’anno, ma non per questo parlo di “ghiaccio”. Ne parlo perchè ieri sera e oggi pomeriggio (e probabilmente anche stasera) sono presa malissimo dai campionati di pattinaggio di figura che si stanno svolgendo a Torino in questi giorni, precisamente dal 22 al 28 marzo. Ieri sera ho visto la prova libera maschile: stupendi. Bellissimi ragazzi che mi hanno lasciato stupita dalla velocità che raggiungevano, dai loro salti e dalle coreografie (stupende le musiche!!)

Il vincitore della medaglia d’oro nel singolo singolo maschile è Daisuke Takahashi, che qui in foto appare bello raggiante con la sua meritata medalgia. Oggi era il turno delle ragazze invece, ed erano uno spettacolo anche loro. Tra loro anche Karolina Kostner, che dopo il disastro nelle olimpiadi invernali a Vancouver sembra essersi ben ripresa e mi è piaciuta (a parte il vestito cortissimo, quello no non mi piaceva!) Peccato per le numerose cadute di alcune atlete, mi hanno fatto davvero tenerezza! Pensare che dopo mesi e mesi di prove ed estenuanti allenamenti si giocano tutto in una manciata di minuti… Comunque non vedo l’ora di guardare su Rai2 stasera!

Per il resto questo tempo mi mette noia, sonno, sono perennemente stanca. Quindi non combino niente, o ben poco purtroppo. Non sto studiando niente, anche se dovrei visto che ormai siamo ad aprile e da fine maggio ricominceranno gli esami (purtroppo). Sto leggendo però, un bel libro di cui farò presto la recensione. Il titolo in questione è “Le amiche del venerdì sera” di Kate Jacobs. L’ho comprato sabato scorso in una nuova libreria che hanno aperto qui vicino. Finalmente una libreria in zona, sono davvero contenta!!! ^_^ prima invece dovevo per forza andare in centro o in qualche centro commerciale.. o ordinarli su internet! Invece ho approfittato di sabato mattina per andare con M. ad ispezionare l’ambiente, che ho trovato parecchio rilassante, semplice ma tutto razionale. Tanti i libri, raccolti per ambito ed ovviamente non potevo uscire senza qualcosa! Così nel mio sacchettino (fighissimo, mi piace un sacco sembra un collage di pagine di giornale in bianco e nero) c’era Le amiche del venerdì sera, mentre in un altro c’era un regalo: “Memorie di una geisha” di Arthur Golden. Ho visto il film anni fa e mi è piaciuto tantissimo ed era da tempo che aspettavo di leggere il libro… e penso proprio che tra poco lo inizierò.

Prosegue bene anche il punto croce, sto andan do avanti un po’ spedita un po’ no, dipende dalla giornata, dal tempo a disposizione e dalla concentrazione o dalla sua mancanza. Le lettere che ora appaiono sulla tela sono M N O P Q, con un’alternanza di funghetti, ciliegie e coccinelle sopra, poi sotto ci saranno fiori vari…

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Si lo so, è un po’ stropicciato… e tra l’altro la foto è ‘vecchia’ perché ho già finito la riga sopra le lettere… Se riesco aggiorno il post in serata :)

e su questo chiudo!

C.

PS: Ringrazio i miei “seguaci”, attualmente sono 30, è un bel traguardo per me!! ^_^

giovedì 18 marzo 2010

O P e twitter

O P : queste sono le mie prime due lettere che ho ricamato ieri, con molto impegno e tanta fatica!!

17032010155 Oggi finisco il quadrifoglio interno alla P e riprendo con la Q, verde a pois. Che casino, tutto un ‘su e giù’. Se mi riesce.

Questa mattina poi la lezione era soporifera. Diritto bancario e dei mercati finanziari: già questo dice tutto. Tant’è che alla pausa a mezzogiorno me ne sono andata, al Polo Zanotto all’università c’era il Career Day. Tradotto in parole povere “Ragazzi portate pure i vostri curriculum se vi va, noi siamo qua a farci pubblicità. Vi diamo anche i gadget eh! Riguardo il lavoro? Passiamo i cv all’ufficio del personale, poi si vedrà”. Certo come l’anno scorso… Vabbè, io cmq ho colto l’occasione per fare un giretto con E., mia ex collega, tanto da vedersi.

Ultimamente poi sto anche diventando Twitter-dipendentwitter over capacityte… non so se sia un bene o un male! :D  Mi allarmo quando appare il bellissimo disegnino di “Twitter is over capacity”… Ma come?! Come mai è possibile una cosa del genere??? Sono tutti utenti made in USA che intasano i server, qui in Italia ne sanno poco, molto poco. In università sono sempre connessa sia col pc (se possibile) o con il cellulare su Snaptu (applicazione molto carina!) e da un ragazzo sono stata considerata così “socialmente avanti da avere anche twitter!”. Beh, io sono sempre avanti!! :D

C.